martedì 13 giugno 2017

XXXII Congresso Geografico Italiano (7-10 giugno 2017)

http://www.congressogeografico.it/



Il XXXII Congresso Geografico Italiano, promosso dall’Associazione dei geografi italiani, si è svolto a Roma (Scuola di Lettere Filosofia Lingue dell’Università Roma Tre) dal 7 al 10 Giugno 2017.

Nell'ambito della sezione "S17 - Geopolitica: contributi a una storia disciplinare", coordinata da Daniele Scalea e Edoardo Boria, ho presentato una relazione dal titolo "Zbigniew Brzezinski e la “geopolitica ibrida” statunitense".

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The XXXII Italian Geographical Congress, promoted by the Association of Italian Geographers, was held in Rome (Scuola di Lettere Filosofia Lingue, Università Roma Tre) from 7 to 10 June, 2017.

I presented a paper entitled "Zbigniew Brzezinski and the US hybrid geopolitics", within the section "S17 - Geopolitics: contributions to a disciplinary history", chaired by Daniele Scalea and Edoardo Boria.



martedì 23 maggio 2017

Asia: una calamita per il mercato delle rinnovabili

"Nei prossimi dieci anni la spesa globale in generazione elettrica potrebbe raggiungere i 4.370 mld. di doll., trainata dagli investimenti nel settore eolico e solare (1.920 mld. di doll., il 44% del totale), cui seguono le altre fonti “pulite”: nucleare al 22% del totale e idrogeno all’11% (Bloomberg Intelligence)". [...]

 [Continua a leggere l'articolo di Alessio Stilo pubblicato su RiEnergia]

martedì 21 marzo 2017

New edited book "Eurasian Politics and Society: Issues and Challenges"

The book "Eurasian Politics and Society: Issues and Challenges" (Cambridge Scholars Publishing), edited by Özgür Tüfekçi, Hüsrev Tabak, Erman Akıllı, will be out on April 1st, 2017. The book includes my chapter entitled "‘Geopolitical Awareness’ as a Cultural Paradigm for Putin’s Russia".

In uscita il volume "Eurasian Politics and Society: Issues and Challenges", curato da Özgür Tüfekçi, Hüsrev Tabak, Erman Akıllı per i tipi della Cambridge Scholars Publishing, al quale ho contribuito con un saggio intitolato "‘Geopolitical Awareness’ as a Cultural Paradigm for Putin’s Russia".

mercoledì 11 gennaio 2017

Cina e India spostano in Asia il baricentro delle fonti rinnovabili

"L’Asia è destinata a fungere da pivot energetico delle rinnovabili nel futuro prossimo. Già il rapporto del 2013 della International Energy Agency (IEA), la cui tendenza è stata confermata nel rapporto 2016, segnalava come la traslazione del centro di gravità della domanda energetica dai paesi occidentali verso l’Asia stesse coinvolgendo anche il settore delle rinnovabili".

[Continua a leggere l'articolo di Alessio Stilo pubblicato su RiEnergia]

mercoledì 9 novembre 2016

Diagnosi e brevi note su processi elettorali e tendenze politiche

Di seguito qualche breve nota su quelle che ritengo - da osservatore - essere le principali tendenze in atto nei processi elettorali e politici del mondo occidentale (Europa e Stati Uniti), alla luce del voto sulla Brexit, delle presidenziali americane e delle inclinazioni sociali, politiche ed conomiche che traspaiono dalle fonti aperte (media tradizionali, internet, pubblicazioni scientifiche, analisi, opinioni, commenti, social media analysis).

Disillusione in merito alla funzione predittiva di sondaggi ed exit poll. La necessità, tipica del sondaggio elettorale, di dover interpellare un campione ristretto che, per quanto rappresentativo, è assolutamente irrisorio rispetto al numero dei votanti, rende i sondaggi non scientifici e senz’altro non rappresentativi delle principali fratture sociali e geografiche presenti nella società (élite/popolo, rapporto centro/periferia, città/campagna, ecc.). Occorre peraltro notare come, nell’epoca dell’ipertrofia mediatica, i sondaggi possano fungere da strumento di influenza del voto, alla luce del fatto che gran parte di essi sono commissionati da Enti (candidati/partiti politici/gruppi di pressione/lobby/media) portatori di interessi particolari. Ciò non implica necessarimente che influenzino il voto, come i recenti casi (voto sulla Brexit, elezioni USA, tra gli altri) attestano.

Accentuazione dell’ormai decantata distanza abissale tra élite e ceti medi/medio-bassi/bassi. Il tracollo previsionale dei principali centri mediatici evidenzia la scollatura delle classi dirigenti e soprattutto della ristretta élite globalista con la realtà sociale, efficacemente descritti – tra gli altri – da David Rothkopf nel volume “Superclass: The Global Power Elite and the World They Are Making”.

Conseguenze della globalizzazione. Numerosi dati empirici palesano come i recenti mutamenti politici – e conseguente ascesa di partiti, movimenti ed esponenti definiti genericamente, e troppo frettolosamente, “populisti” –  siano la più diretta conseguenza elettorale di certe storture della globalizzazione (delocalizzazione produttiva, finanz-capitalismo, tramonto del modello produttivo fordista-taylorista, impoverimento progressivo dei ceti medi e medio/bassi, sradicamento identitario delle comunità).

Inefficacia delle democrazie contemporanee nel difendere le classi medie  e basse dalle storture della globalizzazione. Questa considerazione, strettamente connessa alle precedenti, inerisce la capacità politica e istituzionale delle democrazie occidentali di indirizzare le scelte politiche verso il benessere economico/sociale di quei ceti che costituivano l’architrave delle liberal-democrazie e delle social-democrazie. Percependosi come impoveriti rispetto alle generazioni precedenti, abbandonate dalle istituzioni, usurpate dei diritti economici (diritto al lavoro), in concorrenza con la manodopera a basso costo dei lavoratori immigrati, in balìa di scelte, decisioni ed esiti derivanti dalle logiche finziarie e mercatiste o comunque non più sotto l’egida dello Stato nazionale (entro il cui perimetro geografico si erano finora espresse le liberal e social-democrazie), siffatti ceti stanno rielaborando paradigmi e concetti ostili allo status quo (sovranità, protezionismo economico e opposizione ai grandi trattati di libero scambio, identitarismo etnico, nazionale e/o religioso). 

Il processo di osmosi tra regimi e modelli politici, intrinseco al sistema internazione e soprattutto ai sistemi regionali. Quanto notato nei punti precedenti va inquadrato alla luce di un sistema internazionale in riassestamento dove si stanno sperimentando – o si sono affermati – regimi e modelli politici autoritari, non democratici o che interpretano la democrazia in maniera diversa da quella occidentale. L’inefficacia delle democrazie, descritte nel punto precedente, sta inducendo una fetta variabile di popolazione nei paesi occidentali – in specie i cosiddetti “perdenti della globalizzazione” – a volgere lo sguardo verso tali realtà.

domenica 6 novembre 2016

My article on Azerbaijan's approach to multiculturalism

"Multicultural approaches and policies vary widely all over the world, ranging from the advocacy of equal respect to the various cultures in a society, to a policy of promoting the maintenance of cultural diversity, to policies in which people of various ethnic and religious groups are addressed by the authorities as defined by the group to which they belong. "

[Continue reading my article, published on "Modern Diplomacy". It addresses the issue of different approaches to multiculturalism, with a focus on the Azerbaijani model, which is intended to be presented to the world during 2016]

giovedì 27 ottobre 2016

Honoured to have been appointed IMN Country Representative in Italy



Grateful and honoured to have been appointed Country Representative in Italy by International Multicultural Network, an international network (scholars, State and community actors) aimed at promoting/disseminating research on the multifaceted multicultural agenda and on intercivilization dialogue. 
I am especially grateful to Dr. Khayala Mammadova, IMN Head and Founder.